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Arte
Max Pederzoli
Comicitá trasversale

05 luglio 2015

Simona e Max sono una coppia di artisti dalle origini reggiane che hanno da alcuni anni deciso di trasferirsi in Francia e portare avanti le loro carriere nel mondo del teatro e dello spettacolo.



Coppia anche nella vita, hanno caratteristiche piuttosto diverse, a partire dagli ambiti artistici ai quali appartengono, ma sono accomunati da una forte passione per tutto ció che porta a comunicare emozioni, storie ed esperienze in modo alternativo, uno attraverso la comicità, l’altra attraverso danza e canto.



Abbiamo fatto due chiacchere con loro dopo averli visti in uno degli appuntamenti di Gocce d’Arte, affascinate dalle caratteristiche di entrambi. Qui ecco l'intervista a Max, dopo quella di Simona pubblicata qualche giorno fa!




Quali sono i tuoi impegni artistici in questo momento?

In questo momento io sto lavorando con una compagnia di circo teatro che si chiama Madame Rebiné e stiamo preparando il nostro terzo spettacolo, in uscita a Dicembre.


La compagnia é composta da tre ragazzi: io, Andrea Brunetto, anche lui di Reggio Emilia, e Alessio Pollutri, termolese, purtroppo. Scherzo sempre sulle origini di Alessio perché linguisticamente la sua provenienza fa si che d, t, e z siano consonanti non presenti nel suo vocabolario… E se si pensa che fa anche lo scrittore, si ringrazia il fatto che ci siano persone che gli danno una mano!

 


Sulla carta comunque siamo una compagnia francese perché siamo emigrati per studiare a Toulouse e grazie a un sistema tributario più vantaggioso rispetto all’Italia nei confronti degli artisti, siamo rimasti lá.

Il nostro pessimo francese in realtà ci riporta a casa molto spesso peró!


Il nostro é un teatro circo, con mescolanza di tecniche diverse: giocoleria e acrobatica unite a tip tap, piano… In piú io faccio anche rumorismo e beat box.

Il nostro intento é che tutto sia in funzione di una storia da raccontare, ci piace creare spettacoli che abbiano argomenti ben definiti, ma che comunque possano essere trasversali, così da coinvolgere diversi tipi di pubblico, per età e interessi.



 

A parte questo, da solo sto lavorando a tre progetti, alcuni dei quali, tra l’altro, sto provando direttamente nelle case grazie al circuito Gocce d’Arte, ideato da Katia Guidetti.

Questa iniziativa sta raccogliendo interesse anche fuori provincia e ci permette di allargare un po’ il giro, non tanto per guadagnarci qualcosa, ma perché per noi é un progetto piuttosto interessante: se sono organizzate bene, queste iniziative ti permettono comunque di fare cappello e di rientrare nelle spese e allo stesso tempo di confrontarti con persone coinvolte e che ci credono, avendo così la possibilità di rodare uno spettacolo nuovo, nuovo materiale, senza la paura di bruciarti il mercato e passando bellissime serate.




 

Riuscite a mantenervi con il vostro lavoro?


Essere un artista é un lavoro proprio difficile. Io da 5 anni riesco a vivere di questo, ma in generale é un mestiere veramente duro. 
Simona, per esempio, é alla prima tournée ed é proprio un'esperienza di vita: non ti conosce nessuno, devi provare a bussare a tante porte e cercare di far comprendere la quantitá di lavoro e di studio che stanno dietro a uno spettacolo. 
Senza contare che la maggiorparte delle persone faticano a considerarlo al lavoro.

Inoltre spesso siamo costretti a creare spettacoli che possano essere venduti, quindi a scendere a compromessi. 
La nostra compagnia, per esempio, porta in scena uno spettacolo che si chiama “Il paziente”, all'interno del quale affrontiamo il tema della morte; sommato al fatto che io sia in travestie, rende questo spettacolo difficilissimo da vendere, pur non essendo per niente volgare, ma giocando molto su questi temi in modo poetico.


Purtroppo, ovunque tu sia, che tu sia in Italia o in Francia, devi riuscire a rientrare all'interno di un target. In Francia hanno un tipo di comicitá totalmente diversa rispetto all'Italia, per esempio. Essendoci anche piú abituati, sono giá oltre, e il paradosso é il dover realizzare la parodia della gag.

Per questo esperienze come Gocce d'Arte di permettono di mettere in scena esperienze piú personali e sentite, ti permettono di essere piú libero proprio perché é piú un confronto alla pari piuttosto che la vendita di uno spettacolo, non c'é la paura di bruciarsi.


Anche perché questo é un mondo piuttosto spietato, dopo uno spettacolo riuscito non perfettamente possono addirittura consigliarti di cambiare nome alla compagnia!



 

Dove vedete il vostro futuro?

Io lo vedo un po' ovunque, ci sono alcuni progetti che sono molto legati alla lingua e per forza di cose potrei portare solo in Italia o al massimo in Francia, ce ne sono altri che prevedono registrazioni o pochissimo parlato che potrei realizzare ovunque!


Personalmente comunque mi piacerebbe lavorare in giro per il mondo, per poter realizzare schemi diversi.

In ogni caso l'Italia a me piace tantissimo, purtroppo ci sono meno possibilitá.

Simona Boni Max Pederzoli
Artisti
http://triotsatsali.wix.com/tsatsali-trio | http://www.madamerebine.com/



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