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Arte
L’Intermittente
creazioni tematiche

19 ottobre 2015

Gli incontri più sorprendenti credo avvengano per casualità o a causa di un destino un po' beffardo. Sta di fatto che partecipando ad un magnifico evento, Tutti matti per Colorno, tenutosi il 4-5 e 6 di Settembre presso la reggia e il parco di Colorno in provincia di Parma, mi piomba tra le mani un giornale che, fin da subito, attira la mia attenzione. Grafica semplice ma d'effetto, titolo e sottotitolo singolare. Lo leggo e divento sempre più curiosa, voglio saperne di più!

Ed eccomi qui, insieme ai membri del gruppo Chi Ragàs (attenzione l'accento è importante!) per un'intervista che delucidi questo progetto. La cosa che colpisce è che i partecipanti sono tutti giovani tra i 18 e i 30 anni.
 
La prima domanda scontata che mi sorge è: "Chi è la mente di tutto ciò?"  Unanime: "Giacomo Romanini"
 
Per chi non lo conoscesse è il consigliere comunale più giovane di Colorno, un attivista per quanto riguarda iniziative per il proprio paese e non solo. 
 
"Giacomo ha pensato di riunire un gruppo di ragazzi volontari con lo scopo di creare un'associazione giovanile culturale che rianimasse il background della bassa parmense."
 
Certo, così sembra facile; ma come tutti i progetti ha una lunga storia alle spalle. Una volta creato il gruppo... cosa facciamo? I salotti socratici e l'esistenzialismo amletico sono interessanti ma non coinvolgono, non danno nessuna scossa, non arriva a nessuno al di fuori dell'associazione!
 
"Cosa avete fatto? A che conclusione siete giunti?"
 
"Il giornale ci sembrava la scelta più adatta anche per un target più maturo e affezionato al cartaceo. Unito ad una pagina sui social network per arrivare e interagire con i coetanei. Non volevamo che diventasse uno dei soliti giornali che parla di cronaca, di crisi economica e di informazione standard; al contrario volevamo un giornale in cui poter scrivere liberamente su argomenti e temi che ci stanno a cuore, che fosse uno specchio di noi stessi, senza alcun vincolo di tempo. Sì, senza vincoli di tempo perché, come esplicitato nella testata, siamo un 'Aperiodico che esce quando può'."
 
"Cosa riflette voi stessi? Cosa volete scrivere? Noto che alcuni membri vivono fuori Parma o sono all'estero, giusto?"
 
"Siamo un gruppo eterogeneo, studiamo o lavoriamo in diversi ambiti; alcuni hanno il pregiudizio che sia difficile trovare un punto d'incontro o che qualcuno non sia in grado di argomentare un pensiero che esca dal binario della propria carriera scolastica. Vogliamo sfatare questa leggenda metropolitana e dimostrare che avere idee differenti, punti di vista agli antipodi, personalità differenti e vivere in luoghi diversi sia stimolante, non un limite bensì un punto di forza. Su suggerimento di Maria Monteverdi, una ragazza del gruppo, abbiamo deciso di cercare un tema da porre al centro per essere poi declinato da ogni autore nel pezzo da lui scritto, capace di dipanare la matassa della sua prospettiva."
 
"Perché il Caleidoscopio come numero 0 per l'esordio?"
 
Paola Panciroli, la figlia del libraio di Colorno, ricordava l'esistenza di un giornale locale, nato molto tempo prima, portavoce di una Associazione Giovanile d'impronta cattolica, costituitasi nell'immediato dopoguerra. 
 
"I membri di questo si sono distinti per aver resistito contro il regime dalla fine del '43. Poco dopo la liberazione danno vita ad un'associazione il cui scopo era di dare spazio a tutti quei giovani che durante il ventennio fascista non conobbero la libertà di espressione e che, riprendendo il testo, 'tra il libro e il moschetto, hanno dovuto per la maggior parte il moschetto'."
 
In onore della tradizione offerta dal territorio, baluardo di un nuovo progetto, il caleidoscopio era il modo migliore per ricordare, chi prima di loro aveva sentito l'esigenza di raccogliere i ragazzi all'interno di un gruppo che rappresentasse un luogo d'incontro. Quindi il tema riprende il nome di questo antico quindicinale.
 
"E il nome e il sottotitolo che cosa riprendono?" 
 
"Il nome del giornale è frutto di una nostra invenzione, affiancato da un sottotitolo 'esce quando può' preso in prestito da 'L'Ardito del Popolo', numero unico del giornale uscito nel 1925 ad opera dell'omonimo gruppo di opposizione al Fascismo, noto per la difesa di Parma sotto la guida di Picelli contro i tentativi di occupazione da parte del regime. L'unione dei due sta a significare il nostro impegno e la nostra presenza nel Paese, pur nei limiti delle nostre possibilità."
 
"Ho trascurato un dettaglio importante: il logo! Cosa potete raccontare al riguardo?"
 
"Ammettiamo che questo è una collaborazione al di fuori del gruppo. Abbiamo chiesto ad un grafico di creare qualche bozza per eleggere la scelta più adatta a noi. Scelta combattuta ma, dopo una serie di scremature e con lo zampino della nostra grafica, Giulia Magnani, abbiamo optato per un logo fresco, moderno e, perché no, di tendenza. Il logo riporta il nostro nome, 'Chi Ragàs', derivante dal dialetto parmigiano, un omaggio ai membri di 'Io parlo parmigiano', un gruppo di doppiatori e reinterpreti di film, cartoni e pubblicità famosi."
 
Nulla è lasciato al caso. Ogni particolare ha il suo excursus storico, le giuste motivazioni, il frutto di un mix vincente di ingredienti che fanno da carburante al motore dello spirito: determinazione, impegno e fantasia. Elementi che fanno di un'opera il fiore all'occhiello. Ma nel mondo in cui viviamo, purtroppo, anche per questo tipo di iniziative servono piccoli foglietti di carta portatori di un valore prestabilito.
 
"Dobbiamo affrontare anche questo punto: come riuscite a sostenere le spese, soprattutto la stampa, della vostra creatività?"
 
"Lasciamo i nostri giornali in alcuni punti del territorio e lasciamo che i passanti interessati lascino un'offerta. Non vogliamo fissare un prezzo alla nostra forma d'arte, ognuno deve essere libero di fissare il suo valore."
 
"Avete già in cantiere il prossimo numero? Se sì, possiamo avere un'anticipazione?"
 
"Non possiamo sbottonarci più di tanto ma possiamo dire che il prossimo tema chiama in causa i cinque sensi, può essere corretto anche se non ha alcun errore, tutti lo sanno aprire ma nessuno lo sa richiudere, è molto buona ma tutti la scartano e scotta quando è fresco."
 
Se siete in grado di risolvere questo indovinello, scoprirete il tema del primo numero de L'Intermittente, altrimenti... non vi resta che accaparrarvi la prossima uscita!
Gli autori dell'intervista potete ritrovarli anche sulla pagina Facebook "Chi Ragàs".
 

 




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