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Design&Arredamento
Manuela Catellani
Ago, filo e creatività

02 novembre 2015

Ago, filo, forbici, stoffe, bottoni, metro, inserti, ritagli, misure, bozza... questo è il mondo di Manuela Catellani.

 

- Come hai imparato l'arte del cucito?
 Ho avuto la fortuna di avere una nonna che cuciva, sferruzzava e ricamava. Sono cresciuta tra maglioni, coperte, centrini, giacche e presine. Ho imparato molto da lei, per essere precisi, tutto. La mia curiosità e la mia produttività mi hanno avvicinata ai suoi lavori. Ad osservare come riusciva a creare dal nulla adorabili oggetti, ai miei occhi privi di difetti. Sono sempre stata una formichina precisa. Adoravo le cose originali ed ero sempre alla ricerca di progetti e schemi da ricreare. 
Questa mania della precisione e della ricerca si ripercuote ancora oggi: non butto nulla, tutto potrebbe tornarmi utile, in esso potrei vederci sempre qualcosa di nuovo.
 
 
- Quando la tua prima creazione?
 Ho prodotto il mio primo maglioncino a 7 anni.
 
 
- Molto giovane!
 Sì, e ho proseguito creando pupazzetti, vestiti per le Barbie, centrini, piccoli ricami e chi più ne ha, più ne metta! Non mi interessa solo il cucito. Mi piace provare e sperimentare nuove creazioni anche in altre discipline come il restauro creativo, il decoupage, carte a mano, pittura. Casa mia è la fusione di tutto questo.
 
 
- Ho la sensazione che tu fossi già allora un vulcano di idee...
 Quando finalmente ho imparato a fare cartamodelli, frequentando la scuola per stilisti, mi sono sbizzarrita su me stessa. Il mio abbigliamento era la mia tela bianca. Il look per uscire la sera, lo creavo il giorno stesso. Ricordo di essere sempre stata una ritardataria perché avevo sempre qualche ritocco da fare all'ultimo minuto, come per esempio, stirare le pieghe o attaccare le paillettes. Uscivo vestita di soddisfazione. Nulla ripagava di più il mio spirito di poter affermare "sì, l'ho fatto io".
In generale il mio pensiero, passeggiando davanti le vetrine dei negozi o guardando i vestiti dei passanti , non era quello comune di ogni ragazza "lo voglio comprare", bensì, "lo voglio fare!".
Probabilmente il fattore economico ha inciso sulle mie scelte. Ma per come sono la soddisfazione di mettersi alla prova, dimostrare a me stessa le mie capacità, la possibilità di ornare quel semplice oggetto di un valore aggiunto, di personalizzarlo e di renderlo un pezzo unico, non aveva davvero un prezzo. 
Il piacere del semplice acquisto è sicuramente più effimero rispetto alla continua sfida con la propria creatività.
 
 
- Come hai trovato la tua strada che ti ha portato a dove sei oggi?
 E' stata una scelta difficile ma naturale. Voltandomi e guardando il mio passato come spettatrice di me stessa... beh non posso che essere ancora convinta e soddisfatta delle mie scelte. Il mio desiderio fin da bambina era fare la sarta. Da ragazza ho deciso di iscrivermi all'istituto superiore di stilismo e, in seguito, di proseguire con un anno di specializzazione in campionario. Ho lavorato per 8 anni presso Max Mara nell'ufficio stile come coordinatrice compionario. Ho lavorato per altri 5 anni presso Hybris. Ho viaggiato per lavoro ed univo a questo dovere il mio piacere personale per la ricerca del nuovo e del diverso. Cercavo ovunque stimoli per la mia mente, questo è stato il mio alimento quotidiano. 
Arrivata ad un bivio dovevo fare una scelta: continuare questo tipo di lavoro che non mi lasciava tempo libero o crearmi una famiglia.
In principio avevo ipotizzato un'altra ipotesi, lavorare come consulente esterna. Col tempo mi resi conto che non era possibile, anche questa alternativa richiedeva una buona dose di energia, maggiore di quella che avevo a disposizione.
Sono sempre stata affascinata dalla vita degli artisti. Personaggi singolari che si guadagnano da vivere nei modi più disparati, reinventandosi continuamente, trasformisti del momento. Il mio amore naturale per l'arte, la ricerca, la pulizia, la precisione, il recupero e la sobrietà mi hanno spinta a camminare con le mie gambe. 
Conosco casualmente una ragazza che organizza mercatini in cui piccoli artigiani possono esibire e mostrare le loro opere. Come folgorata, capisco immediatamente che quello è il mio mondo.  Il luogo giusto per me.
Io non avevo molto da mostrare, così decido di invitarla a vedere alcuni vestiti che avevo creato per i miei figli. 
Questa ragazza decide di farmi entrare nel team dei mercatini. Ed ecco che mi ritrovo a creare un logo, ad inventarmi un nome ed a preparare nuove creazioni per i mercatini.
 
 
- Davvero una cospirazione astrale la tua vita! Abbiamo ripercorso un po' la tua storia e capito come è nata Manuela Catellani. Adesso vorremo sapere: come nascono le tue creazioni?
 L'ispirazione mi arriva da qualsiasi cosa io veda. O meglio: da qualsiasi cosa io veda, ma che molti altri non vedono.
 
Sembra il pensiero di Nietzsche: "l'originalità di un uomo è che egli vede una cosa che tutti gli altri non vedono".
 
Più o meno è così (sorride divertita). Credo di vedere dalle mie illusioni ottiche qualcosa, anche se poi riguardandola mi accorgo che non c'è più. E' complicato da spiegare ma è così. La visione che ho è momentanea, la catturo, la immagino, la rielaboro e poi svanisce. La mia principale fonte è lo scarto. Non butto mai nulla, tutto mi può essere utile ed effettivamente è così! C'è molto spreco nel mondo, nessuno pensa al riuso. Nessuno pensa che gli oggetti possano avere una seconda vita, che possano diventare qualcos'altro guardandoli da un'altra prospettiva. E' importante ed essenziale per me vedere ed immaginare una novità nello scarto. Probabilmente sono predisposta e fortunata ad avere questa caratteristica, ma credo che viaggiare, avere una mente aperta, avere un'attitudine curiosa e voler maturare la propria natura e il proprio gusto siano le carte vincenti.
 
 
- Cos'è Grey & Milk?
 Gratifica e soddisfazione. E' il mio progetto, è il frutto del seme che ho piantato. E' qualcosa che ho creato su misura, come i miei abiti. E' qualcosa che mi appassiona e che non mi stanco mai di fare. Oltre a questa parte più poetica Grey & Milk è la linea di abbigliamento da 0-3 anni che disegno e creo. Come in una piccola sartoria, porto attenzione al dettaglio. Ogni capo deve essere come un quadro: il giusto equilibrio nelle forme e nei colori, tonalità che rispecchiano il mio gusto, tessuti di qualità e volumi ricercati.
 
- Il logo e il nome come nascono?
 Volevo due nomi scollegati tra loro ma che riportassero ad un concetto comune. Grey nasce dal mio amore per il grigio, per le tonalità grigiate e dall'idea di confort e calore che riporta. Milk per il colore che ha e per il riferimento al primo alimento per i bambini. Il font è scritto da me, volevo che sembrasse una scrittura infantile.
 
- Anche in questo hai trovato il giusto equilibrio tra efficacia e gusto. Dove possiamo trovarti prossimamente?
 Sarò presente con il mio banchetto nei mercatini a Modena il 7 novembre, a Novellara l'8 Dicembre ed a Brescia il 20 Dicembre.
 
- Ho dimenticato di farti una domanda: se qualcuno ti chiedesse qual è la cosa più preziosa per te, tu cosa risponderesti?
 Le cose brutte e piene di polvere.
 
Manuela vi aspetta per mostrarvi le sue ultime creazioni! Se volete saperne di più seguite sulla pagina Facebook Grey & Milk.
Manuela Catellani
Sarta Creativa



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